Faccia da Sony

Fra i recenti attacchi informatici del gruppo Anonymous, la denuncia a GeoHot, il flop della PsGo seguito a ruota dal flop della PS Vita, Sony, la società creatrice della vecchia cara PlayStation sta collezionando figuracce una dietro l’altra e riducendo la sua immagine pubblica a quella di un’azienda di quart’ordine. E dopo quello che mi è capitato ieri avrei proprio voglia di vedere che gran faccia da Sony ha la persona responsabile del PlayStation Store.

È di questi giorni la notizia sul ritorno in campo del gruppo Anonymous, con una minaccia postata su Twitter circa l’eliminazione della Sony con pesanti attacchi informatici a siti e impiegati. Motivi ideologici, forse interessi di qualcuno, chissà. Resta il fatto che Sony è stata presa di mira da gente che ha dimostrato di fare sul serio.
L’anno scorso, verso maggio, si sono fatti sottrarre la bellezza di 12700 numeri di carte di credito e qualcosa come 24 milioni di login/password. Roba da sguazzarci per chiunque voglia rivendere un succoso dizionario di login. Naturalmente da Sony sono arrivate smentite, patch, chiarimenti, scuse, il tutto con la dovuta calma mediatica tanto cara alla cultura giapponese. Forse questi numeri rubati sono inutilizzabili, forse le password non erano conservate in chiaro. Fatto sta che se la mia carta che avevo registrato sul PlayStation Store non fosse ormai scaduta non avrei dormito tanto tranquillamente. Senza dilungarmi troppo, resta il fatto che questo attacco è andato a segno.

Ieri ho cercato di collegarmi al PlayStation Store per provare qualche demo per PSP. Avendo cambiato PSP, password e email da quando mi ero iscritto l’ultima volta (non ci si può connettere se non tramite la PSP legata al proprio account), ho deciso di aprire un nuovo account. Naturalmente ho avuto cura di inserire solo dati falsi, non essendo interessato a fare acquisti, ma ad un certo punto mi è comparsa la temutissima pagina che chiede il numero della mia carta di credito. Per fortuna c’era un tasto “Skip”. Poi altre domande, fino ad arrivare al momento di registrare la mia PSP nel nuovo account. Di nuovo la pagina di richiesta della carta di credito. “A che gli servirà mai visto che la PSP l’ho già pagata e l’account è gratis”, penso io… Skip! E qui la sorpresa: la registrazione della PSP fallisce. Il login dalla PSP non funziona, l’account è inutilizzabile. La pagina della carta di credito è sorprendentemente ben fatta, al punto di accorgersi che i numeri di carte che si trovano in rete sono falsi, quindi non la si può aggirare. In altre parole se vuoi aprire un account puoi, se poi lo vuoi anche usare devi metterti a rischio. Naturalmente ho lasciato stare. Ma perché questa forzatura sospetta, proprio in questo momento di insicurezza? Ci vuole proprio una gran bella faccia…

Ieri ho anche cercato di ridare vita al “lettore mp3” Sony che acquistai ingenuamente anni fa: gran bella fregatura, non legge né mp3, né ogg né niente. Solo il suo formato comprensibile unicamente a SonicStage, che naturalmente è Windows-only e lontano da essere ai livelli di WinAmp o SongBird. Senza contare che comprimere musica già compressa (da ogg/mp3 a atrac) comporta un’ulteriore perdita di qualità. E senza contare che in aeroporto mi fermano sempre, perché ai controlli l’elegante lettore atrac della Sony appare molto simile a un coltello. Risultato: ho lasciato stare.

Tornando a parlare di console, secondo alcune fonti la classifica di vendita della settimana scorsa in Giappone è:

  1. Nintendo 3DS - 197952 unità vendute
  2. PlayStation 3 - 67199 unità vendute
  3. PSP - 62746 unità vendute
  4. PS Vita - 42648 unità vendute


La somma di tutte le unità Sony non arriva nemmeno al numero di console 3DS. Certo è che io non ci penserei nemmeno a comprare una console che non offre modalità online a meno di dare numeri di carta di credito, che non è in grado di riprodurre ogg/oga né flac e non supporta nemmeno più i miei vecchi giochi. Dovrei anzi anche comprare le nuove memory card, illeggibili dal PC senza comprare adattatori e sommergermi di cavi tutti diversi fra loro. Stesso discorso vale per la PlayStation 3, che se un tempo poteva allettarmi con l’idea di installarci su Linux e avere un PC extra sempre collegato al televisore e senza cavi o pezzi in più in giro, ora mi attira quanto un tegamino. Potrei andare avanti ancora per molto a parlare delle CyberShot, dei Vaio, degli Ericsson, dei televisori… ma preferisco lasciar stare :) E pensare che un tempo ero un grande fan della Sony, che con la PlayStation e il loro design elegante ha saputo conquistare milioni di clienti.


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