Mia cara bici, ma quanto mi costi?

È da un po’ ormai che mi guardo in giro per comprare una bicicletta. Qui avere la bicicletta rende davvero le cose più facili, ci sono piste ciclabili praticamente ovunque e il traffico è poco e scorre lentamente. In pratica prendere la bicicletta non è sinonimo di suicidarsi come un Romano o un Milanese potrebbero pensare.

Ce l’hanno davvero tutti la bicicletta, i miei colleghi, gli studenti, persino la gente che esce la sera. Beh, visto che gli autobus finiscono intorno l’una, e che comunque già dalle 8 di sera iniziano a diventare una rarità, uscire senza bici significa uscire a piedi. E non parliamo di Taxi, per favore: l’ultima volta mi hanno estorto 110€ per un viaggio che non ne valeva nemmeno la metà.

Dicevo, è da un po’ di tempo che mi guardo in giro e che prendo note mentali su dove si trovano i negozi di biciclette e quali potrebbero interessarmi. Premetto che la bici mi serve come mezzo per spostarmi in città, non sono un ciclista professionista né un acrobata, quindi una bici da passeggio o magari una cosiddetta “mountain bike da passeggio” sono esattamente quello che cerco. Niente di troppo vistoso poi, perché una cosa che continuano a ripetermi tutti è che qui ci sono molti furti. Oggi finalmente mi sono deciso a fare l’acquisto, sono uscito di casa armato di buone speranze e mi sono recato al negozio che mi sembrava il più economico. Era una specie di rigattiere in realtà, che vendeva tostapane, videogame, motorini e, appunto, biciclette. Due per la precisione. Due scassoni, magari rubati, uno a 240€ e l’altro a 90. Prezzi ok, ma basta dire che quando ho girato quella da 90 sottosopra per esaminarla, ha iniziato a perdere acqua nemmeno fosse una Costa Concordia. Bene, negozio numero due: negozio enorme, una specie di tempio del ciclismo in cui servirebbe una bussola per guardarlo tutto senza perdersi. Prezzo base: 400€. E questo, a parte le dimensioni, riassume quello che mi è successo anche nei negozi tre, quattro e cinque. Risultato: niente me ne sono tornato a casa. A piedi.

Ora quello che vorrei capire è questo: vivo in una città dove sì le biciclette sono di gran voga, ma che conta poco più di 200.000 abitanti considerando anche la provincia, e dove la gente va in giro con scassoni arrugginiti e senza cambio perché comunque c’è il fattore furti da considerare. O il fattore “scherzo di qualche studente ubriaco che ti butta la bici nel fiume”. Quindi, dicevo, questi negozianti snob che ti guardano come un barbone perché non spenderesti più di 200€ per una bicicletta, come cavolo fanno a campare? Riconosco, anche da profano, che vendono ottimi articoli, di tutte le forme e qualità. Ma a partire da 400€. Diciamo ora che riescono a vendere - non saprei - due o tre biciclette al giorno. Mi pare difficile eh, perché in giro per strada di biciclette fenomenali non ne vedo. D’altra parte chi si comprerebbe una bici da 1500€ per andare al lavoro? Quindi puntano decisamente agli appassionati (o ai figli di papà). Diciamo due al giorno, con un margine di guadagno di 50€, farebbero 2000€ al mese, a cui vanno tolti l’IVA (eh sì, anche qui abbiamo questo flagello), gli stipendi degli impiegati, bollette e affitti vari. No, i conti non tornano. Anche vendendone quattro al giorno, fanno 4000€ al mese e 80 bici vendute. Non mi intendo di commercio ma anche questo mi pare poco. L’unica altra cosa che riesco a pensare è che il margine di guadagno è molto più alto.

Vatti a fidare, l’unica cosa sicura è che non intendo comprare niente di esagerato. A costo di comprarmi uno scassone e smontarlo pezzo pezzo per renderlo agibile.


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