Sempre più giù

Tempo fa avevo un’amica con cui mi piaceva parlare del più e del meno. Una volta, parlando degli scontri a Roma, mi mostrò un sito su cui si vedeva chiaramente che fra i “violenti” nella folla c’erano infiltrati della polizia, a far cosa questo non si sa, ma di certo non il loro lavoro. “Che roba”, dissi, “ormai i politici italiani più in basso di così non ci possono andare”. E lei: “Dagli un po’ di tempo e vedrai che ci riescono!”

Direi che aveva ragione questa mia amica, le hanno addirittura superato le aspettative! Sorvolando sulle prepotenze in Val di Susa, che ormai hanno fatto capire a tutti che sotto c’è qualcosa di davvero marcio, vorrei invece parlare del Sig. Napolitano.

È di questi giorni la notizia della denuncia contro ignoti per vilipendio al capo dello Stato. Dall’alto non sono riusciti a far passare le leggi per la chiusura dei blog ma niente panico: si può sempre ricorrere a qualche cavillo per reprimere.

Ricordo un racconto di mio nonno, in cui mi raccontava di un episodio capitatogli al lavoro: un giorno il suo direttore ricevette una lettera anonima in cui si faceva riferimento a diffamazioni e idee sovversive contro Mussolini da parte di mio nonno. Naturalmente non era vero, ma a quel tempo uno sgambetto del genere poteva costare il posto di lavoro, magari la prigione, o comunque un brutto quarto d’ora. Oggi, e per fortuna ancora in forma meno marcata, si rischia di farsi sguinzagliare addosso la polizia postale.

Perché il Sig. Napolitano non si cura invece delle denunce, piuttosto gravi tra l’altro (alto tradimento e attentato alla costituzione), che si trova a suo carico? Perché invece di cercare di far meglio il suo mestiere e guadagnarsi il rispetto di tutti come faccio io si mette invece a denunciare chi lo prende in giro per le sue minchiate? Il problema non è chi insulta (anche se a volte la gente ci va davvero pesante), ma il motivo. Il capo dello Stato, per definizione, è oltre le parti. Questo non significa essere amico del centro-destra e della sinistra moderata, bensì giudicare imparzialmente i fatti. Se la gente non vuole il TAV ma il governo manda la polizia a fare casino, dovrebbe lanciare un avvertimento, dovrebbe dare uno stop prima che si cada nella dittatura.

Il capo dello Stato, dall’alto della sua imparzialità, dovrebbe commentare equamente tutti i partiti, per quanto folli, per rispetto a chi ne appoggia le idee. Il rispetto si guadagna. Se non lo si da, non se ne ottiene in cambio, e in questo caso specifico Napolitano ha mancato di rispetto ad una grossa quantità di gente. È un gioco di deficienti, in cui si guarda solo alla cima della catena causa-effetto. Leggere le reazioni dei politici sui giornali è come chattare con Eliza, e vi consiglio di provare l’esperienza se non l’avete mai fatto. Forse è proprio questo il segreto della loro bravura nel grattare il fondo sempre di più.


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