Un passo avanti, due indietro

Vi ricordate di SuperEva? Quel vecchio motore di ricerca dalla grafica discutibile e dalle prestazioni scarse persino per l’anno in cui era uscito. Chissà perché, ma ogni volta che si parla di Volunia mi viene in mente SuperEva.

Giorni fa, dopo mesi di silenzio, mi è arrivata una mail di Volunia con un nuovo straordinario annuncio: il progetto non è morto! Anzi, il sito aprirà presto a tutti gli utenti! Beh, interessante, ma credo di aver premuto Canc sulla tastiera per sbaglio. Fatto sta che qualche giorno dopo, parlando con un conoscente, mi trovo a navigare sul loro sito di nuovo. Sull’home page campeggia il figlio storpio dell’unione fra logo Wind e Gratta e Vinci (per completezza, alcuni notano una somiglianza con il logo TUIfly; io ci aggiungo il simbolo del V-day). No, non gli hanno defacciato il sito, è solo il loro logo. Non potendo fare il login vado sulla pagina del blog dove c’è lo stesso messaggio che ho ricevuto per mail, con qualche commento postato dagli utenti. Pochi commenti. Pochissimi, visto il clamore suscitato da Volunia e il tempo trascorso da quando ho ricevuto la mail a quando sono andato sul sito. Si vede che nella foga di liberare i polli hanno liberato anche qualche moderatore dalla censura facile, magari qualche ex del Fatto Quotidiano. Fra le vaghe promesse di aprire a tutti, di decollare ecc ecc trovo il tasto X del browser e dimentico la spiacevole faccenda.

Oggi, leggendo le notizie del giorno, vedo di nuovo il nome di Marchiori sui siti dei quotidiani: Marchiori lascia. C’è anche un link ad un testo scritto da lui, uno sfogo rivolto al web per spiegare il perché di questa disfatta precoce. In breve pare di capire che Marchiori conta poco. A parte le decisioni tecniche ha fatto poco. In altre parole non è sua la responsabilità dell’annuncio prematuro, della grafica da brivido, della comunicazione inesistente, della figura di merda spaziale. Magari non ha nemmeno scritto il discorso di presentazione, né ha deciso lui di fare tutto in Italiano.

Ho già espresso una volta la mia opinione negativa su Marchiori, ma stavolta vorrei spezzare una lancia a suo favore: io in Italia, seppure per poco, ci ho lavorato. Mi ricordo gli imbecilli che prendevano decisioni al mio posto. In Italia il programmatore è visto come un operaio di fabbrica che aziona le macchine: muovi la leva, premi il pulsante, lavora più in fretta. Andrea Martinoli di Milestone ne sa più di qualcosa. Chi paga dà gli ordini, chi ha le capacità per realizzare le cose ha le mani legate. Immagino la grande ambizione di Marchiori messa davanti ad un bimbominkia che pensa che per essere fighi basta contraddire sempre. Uno di quelli che si sono comprati iPad e iPhone, con account su Twitter, Facebook, Google, YouPorn, col libro di Steve Jobs sulla scrivania, che all’improvviso da semplici utenti diventano esperti del web.

A questo punto le figuracce sono state fatte, i soldi sono stati buttati e il tempo è stato perso. Caro Marchiori, mi piacerebbe credere che tu sia un grande esperto, ma a me sembri sempre un teorico con la testa per aria. Caro fantomatico Mr Volunia, complimenti per aver gestito un progetto ambizioso nel peggior modo possibile. Caro sviluppatore che hai fatto le scarpe a Marchiori: LOL!


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