Perché Linux

Anni fa, quando decisi di usare Linux stabilmente, mi ripromisi di non diventare uno di quei testimoni di Geova che aspettano solo l’occasione giusta per attaccarti un bottone infinito su Torvalds, il software libero, i pinguini e le console. In parte ci sono riuscito, in parte no.

Una delle software house per cui ho lavorato tempo fa metteva a disposizione degli impiegati una mensa a prezzo ridotto. Non gratis, badate bene. I miei nuovi colleghi mi ci portarono a mangiare fin dal primo giorno, e fin dal primo giorno li ho sentiti lamentarsi: la pasta è scotta, la carbonara è cruda, la carne puzza, la verdura è marcia. Una, due, tre, cento volte. Era vero, mangiavi primo e secondo a poco prezzo ma che schifezze! Però, puntualissimi all’una tutti i giorni, ecco alzarsi i carismatici del gruppo che invitavano tutti gli altri a ricominciare il loro strano rituale quotidiano. Io, a costo di essere chiamato asociale, ho iniziato ad andare con loro sempre meno spesso fino a smettere del tutto. In fondo se uscivo fuori oltre a fare due passi mangiavo anche meglio: pizza a taglio appena sfornata, panini mozzarella e cotto, giapponese. Ok lo ammetto, ogni tanto kebab. Alla fine ho scoperto che altri mangiavano fuori regolarmente, e altri ancora hanno finito per unirsi a noi. Insomma, tanto asociale non ero. Non ce l’avevo con la mensa in particolare, ma volevo mangiare meglio. Ero stanco di lamentarmi tutti i giorni senza fare mai niente ed ero stanco di supportare con i miei soldi un servizio che mi faceva schifo.

Era lo stesso periodo in cui uscì Windows Vista: era identico a quello vecchio ma costava di più, richiedeva hardware più potente, si bloccava più spesso ed era più vulnerabile a virus e worm. Io usavo il vecchio Windows 2000, ma con l’uscita di Vista e la sospensione delle patch di sicurezza mi sono trovato di fronte a un dilemma. Potevo restare su un vecchio sistema non più supportato, potevo provare a scaricare una copia pirata di XP e rimandare il problema o potevo tirare fuori i soldi per supportare una compagnia che fa il bello e il cattivo tempo e mi costringe a pagare a prezzo pieno un software che non voglio e che non mi piace. Tipico quando chi ti vende il software ha il monopolio. Poi mi sono ricordato di tutti quei matti che continuavano a parlarmi di Linux. A quanto pare è stata una scelta vincente nonostante le perplessità e gli sforzi iniziali: con Windows 8 la storia è destinata a ripetersi.

Nel tempo mi hanno dato dell’hippie, dell’eccentrico controcorrente, del tirchio/squattrinato, del pirata che scarica tutto gratis e dello sfigato che usa programmi lenti, buggati e anni ‘80 (riferito ai software open source, git in particolare). Questo detto da fieri utenti di Firefox, Thunderbird e Chrome, con i loro sistemi Windows non genuini e WinRar craccato d’ordinanza. Ecco, sono critiche che si contraddicono da sole, la gente non sa di cosa parla.

Il punto è che Linux funziona meglio senza mettere limiti assurdi, gratis. Microsoft investe in DRM, improbabili misure di sicurezza e patch su patch. Il risultato è che Windows ha portato pochissime innovazioni in oltre 20 anni (a parte agli inizi), concentrandosi più sull’evitare che gli altri li superassero commercialmente. Milioni spesi in pubblicità e in software che bene o male esistevano anche prima, ma dai nomi ammiccanti (SilverLight, .net). Il risultato è che si trascinano dietro un filesystem lento e vecchio (NTFS quando va bene), un sacco di problemi che non risolveranno mai e un’interfaccia che sa di muffa. Più una valanga di software che nessuno vorrebbe più vedere, tipo Explorer. Sembra che con Windows 8 vogliano recuperare, ma tutte le novità che propongono io le uso già da tempo. Insomma, vi chiederanno un’altra volta soldi per vendervi una scatola nuova piena di cose vecchie.

Non fosse che per zittire i vari testimoni di Geova, chiamate il vostro amico esperto di Linux e fate una prova. Poi commentatemi e fatemi sapere :)


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