Crossover

Uno dei pochi programmi televisivi che guardavo in passato è Celebrity Deathmatch: si tratta di una specie di cartone animato dove i due presentatori commentano lo scontro sul ring. Tali scontri hanno personaggi famosi come protagonisti, e ricordano più l’Uomo Tigre che il Wrestling. Alla fine quasi sempre almeno uno dei combattenti moriva. Era divertente, potevi vedere ad esempio Christina Aguilera e Britney Spears suonarsele di brutto, ognuna facendo sfoggio delle proprie caratteristiche più contraddistintive. Quella di mettere insieme gente famosa che raramente si vede insieme è un’idea che sembra coinvolgere lo spettatore in modo particolare. Ad esempio Time Bokan: Royal Revival mette insieme varie IP della Tatsunoko, ma ci sono anche vari giochi, come Marvel vs Capcom, Mario & Sonic, Mario Kart, Street Fighter X Tekken… e così via. Particolarità interessante, eccezion fatta per Mario e Sonic, sembra molto difficile che questi personaggi così diversi fra loro, messi uno accanto all’altro, facciano amicizia e parlino del più e del meno.

Oggi, forse l’avrete capito, dopo aver letto i titoli sui giornali mi sono fiondato a guardare l’episodio di Servizio Pubblico che mette insieme nell’arena Marco Travaglio e Silvio Berlusconi. Ok, io avrei preferito buttarci dentro Mark Pincus e John Carmack, o magari Richard Stallman e Steve Jobs, ma credo che Santoro non sarebbe stato altrettanto soddisfatto dei dati di ascolto. Dunque sì, parlavamo di Marco e Silvio. Che colpo, Marco stesso sembra emozionato quando confessa di aver atteso per vent’anni questo momento dopo vent’anni di Berlusconi in politica (strana concezione del tempo, ma l’emozione gioca brutti scherzi). E poi e poi… poi basta. Confesso che di solito non guardo per intero le puntate di Servizio Pubblico, ma questa me la sono sciroppata tutta. In poche parole le due ore e mezza di trasmissione si possono riassumere in: recriminazione, rinfaccio, battute dementi, frecciatine da ragazzina, belle donne. Complimenti per la scelta delle domande, soprattutto da parte di Giulia Innocenzi che per carità, carina è carina ma di tutte le domande sceme che poteva fare (“perché nel 2009 non hai previsto la crisi?”) ha scelto la peggiore. Tanto valeva prendere Giuliacci dopo un weekend al mare di pioggia imprevista e chiedergli perché non avesse detto la verità piuttosto. Sicuro, magari voleva fare uno scherzo, magari quelli dell’autostrada gli danno una mancia sui pedaggi… o magari si è sbagliato. Ecco, dico io, che senso ha fare domande così facili da evadere, con così tanto margine di dubbio e per le quali anche la più auspicata delle risposte sarebbe totalmente insoddisfacente… mah, sicuramente Giulia si è rifatta durante il resto della trasmissione (bei tacchi, a proposito).

Che bisogna dire… sicuramente le leggi italiane sono vecchie, sicuramente l’iter di una legge, come ha spiegato Berlusconi, è lungo e tortuoso, sicuramente governare un Paese non è facile come mandare avanti un bar, sicuramente le tasse sono troppe, sicuramente sono stati fatti errori a non finire e sicuramente per arricchirsi tutti bisogna rimboccarsi le maniche e lavorare sodo e onestamente tutti, come hanno fatto i Giapponesi dopo aver perso la guerra. Sicuramente in politica bisogna spesso prendere delle decisioni che non si vorrebbero prendere per evitare che cose peggiori accadano (“Lo specchio del principe”, nessuno?); questo è tanto naturale quanto ci appare naturale leggere nei libri di storia di popolazioni mandate in guerra per rispettare gli accordi con gli alleati, scongiurando così ritorsioni e mantenendo i rapporti commerciali. Purtroppo quello che la gente continua a cercare senza tregua è qualcuno a cui dare la colpa e purtroppo, causa soldi, prestigio e potere, quelli che le colpe ce l’hanno non vogliono farsi da parte per lasciar provare qualcun altro. Qualche certezza ben precisa però ce l’abbiamo: il comunismo (quello vero, non “la sinistra”) è stato la base di alcune delle peggiori dittature. Da Santoro tutti sembravano felici di farsi chiamare comunisti, e mi chiedo cosa stiano aspettando per prenotare un biglietto di sola andata per la Cina o per le spiagge cubane. Di solito sono i voli in arrivo quelli tutti pieni, non quelli di andata. Sappiamo anche che non se ne può più di tutti questi partitelli minuscoli, e sappiamo che uscire dall’Euro sarebbe un casino. Tanti sembrano attendere un ritorno alla Lira, al Sesterzio o al Fiorino; alcuni di questi sono così convinti che già si sono fatti infinocchiare (ma d’altronde che ci si aspetta da uno che vota la Lega Nord). Ma a che pro? E mentre la gente si fa queste pippe mentali altri ipotizzano valute mondiali, come i Bitcoin. Certo, i corrotti al potere hanno le loro colpe, ma i nemmeno cacciatori di streghe sono quello di cui ci sarebbe bisogno ora.


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