La privacy per e-mail

A volte capita che, parlando con la gente di Google e GMail, faccia la figura dell’hippie che odia qualsiasi società abbia più di 10 impiegati. Quando la gente mi vede usare DuckDuckGo, purtroppo, il discorso è inevitabile. Che rispondere alla fatidica domanda: “Perché non usi Google e basta?”. Come se bastassero due parole per rispondere.

Non ho mai avuto GMail, per il semplice motivo che all’inizio ti invadevano con la pubblicità, e alla fine anche se in modo meno apparente la pratica continua. Tanto che persino Microsoft, forte di Hotmail, si sente nella posizione di rilasciare critiche pubbliche contro la scarsa trasparenza di Google. Trovate di marketing che ricordano il vecchio detto “il bue che dice cornuto all’asino”. Senza divagare, io GMail non l’ho mai avuto. Un servizio che ho sempre trovato ottimo, anche se non perfetto è, o meglio era, Lavabit: assistenza tecnica impeccabile, grafica pulita, periodi di downtime nulli, free, rispettosi della privacy, mille e mille opzioni disponibili. Questo fino a qualche giorno fa, quando l’home page del sito è stata sostituita da questo testo:


My Fellow Users,

I have been forced to make a difficult decision: to become complicit in crimes against the American people or walk away from nearly ten years of hard work by shutting down Lavabit. After significant soul searching, I have decided to suspend operations. I wish that I could legally share with you the events that led to my decision. I cannot. I feel you deserve to know what’s going on--the first amendment is supposed to guarantee me the freedom to speak out in situations like this. Unfortunately, Congress has passed laws that say otherwise. As things currently stand, I cannot share my experiences over the last six weeks, even though I have twice made the appropriate requests.

What’s going to happen now? We’ve already started preparing the paperwork needed to continue to fight for the Constitution in the Fourth Circuit Court of Appeals. A favorable decision would allow me resurrect Lavabit as an American company.

This experience has taught me one very important lesson: without congressional action or a strong judicial precedent, I would _strongly_ recommend against anyone trusting their private data to a company with physical ties to the United States.

Sincerely,
Ladar Levison
Owner and Operator, Lavabit LLC

Defending the constitution is expensive! Help us by donating to the Lavabit Legal Defense Fund here.


Le striscie di Dilbert di martedí e mercoledí scorsi sono quanto mai azzeccate. Difficile fidarsi di chiunque insomma, visto il consiglio finale di Ladar Levison. Ancora più difficile fidarsi di chi sull’intrusione nella privacy ci ha costruito un business. Per chi ha orecchie per intendere: crittografate le vostre mail sempre quando potete.


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tags: business, email, informatica, privacy, rispetto